
"I linguaggi strategici di Washington e Pechino diventano più compatibili rispetto a quelli dei tempi di Bush e Obama e permettono ai due attori di inquadrare le differenze strutturali in una logica competitiva forse maggiormente gestibile, per costruire un equilibrio pragmatico fondato su interessi reciproci, commercio e stabilità."
Enrico Fardella, Direttore del ChinaMed Project, è stato intervistato per un articolo de Il Secolo XIX che analizza il passaggio da una fase di globalizzazione liberale ad un nuovo tipo di ordine globale, definito neoimperialista, in cui si inserisce la competizione tra Cina e Stati Uniti.
Articolo in allegato.

