
"Il summit Xi–Trump sembra segnare il passaggio da una fase di globalizzazione liberale universalista a un ordine nuovo, più neo-imperiale e transazionale, negoziato direttamente tra grandi potenze. Pur restando rivali strategici, Trump e Xi mostrano una sorprendente convergenza su alcuni elementi fondamentali: scetticismo verso l’universalismo liberale (e verso le sue infrastrutture), centralità dello Stato e personalizzazione del potere."
In un articolo per Formiche, Enrico Fardella analizza il summit Xi-Trump nel quadro della competizione sino-statunitense, in cui le grandi differenze strutturali rimangono, ma diventano più compatibili.
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